Luna Cenere è danzatrice, coreografa e performer.

Artista associata di Zebra Cultural Zoo ; è stata artista associata del Centro Nazionale di Produzione | Körper dal 2017 al 2023, del Festival Oriente Occidente per il biennio 2019/2020 e sostenuta dall’azione Residence XL per l’anno 2019. Vincitrice del Premio Danza&Danza come Coreografa Emergente 2020 con lo spettacolo Genealogia_Time Specific, e autrice di Kokoro, spettacolo prodotto dalla Compagnia Körper con il sostegno della Compagnia Virgilio Sieni, del Marosi Dans Fest e dell’ex Asilo Filangieri di Napoli, selezionato dalla rete ANTICORPI XL e per la NID Platform 2019. Con questo spettacolo Luna viene selezionata come artista AEROWAVES TWENTY18 e vince il Premio Per La Migliore Coreografia del Solocoreografico 2017. Nel settembre 2019 Luna riceve il Premio Speciale Positano Léonide Massine come Talento Campano.
Seguono poi Twin (2018) presentato in anteprima al Festival FOG/ Triennale di Milano e selezionato dalla rete ANTICORPI XL; Pneumatika (work in progress) (2018) presentato al Teatro T.A.N. di Napoli, al festival “La Democrazia del Corpo” a Firenze e al Festival NAOcrea a Milano; Natural Gravitation – tributo a Isadora Duncan (2028), commissione e produzione del Festival di Ravello e della Compagnia Körper; Zoé (2021) produzione della Compagnia Körper e del Festival Oriente Occedente, selezionato per la NID Platform 2021; Shoes on (2022) spettacolo selezionato dalla NID Platform 2023; Vanishing Place (2023) progetto vincitore del Bando per le nuove coreografie della Biennale di Venezia. È autrice e interprete insieme al musicista Antonio Raia dello spettacolo Mercurio (2024).

Diplomata in danza contemporanea presso l’Ente di Promozione Nazionale Movimento Danza nel 2009. Al termine dei suoi studi Luna è già coinvolta nella scena artistica della città prendendo parte a numerosi progetti sul territorio.
Nel 2011 lascia l’Italia per proseguire la sua formazione presso la SEAD, Salzburg Experimental Academy of Dance dove consegue la laurea e nel 2014 si trasferisce in Belgio. In questi anni frequenta festival internazionali come Il Festival Deltebre Danza, Impulstanz e la Biennale di Venezia e studia con maestri come David Zambrano, Francesco Scavetta, Martin Kilvady Josef Frucek, Linda Kapetanea, Matej Kejzar e molti altri. Partecipa alle creazioni di Anton Lacky (Anton Lacky Company) e Josef Frucek (Rootlessroot). Nel 2014 lavora con Simone Forti e Anton Lacky. Nel 2016 diventa membro della Compagnia Virgilio Sieni in progetti come La Mer, L’avventura e Il Cantico dei Cantici. Nel 2017 lavora al film di Mario Martone Capri Revolution con la direzione coreutica di Raffaella Giordano. Ha creato le coreografie per gli spettacoli teatrali Ferito a Morte (2022), Clitennestra (2023), Elettra (2025) e Non possp narrare la mia vita (2025) con la regia di Roberto Andò. Nel 2024 è protagonista dello spettacolo Prometheus project, second movement ἸΏ con la regia di Raffaele Di Florio e crea le coreografie per lo spettacolo Laguna Cafè con la regia di Benedetto Sicca, Good bye horses con la regia di Dalila Cozzolino e Lorenzo Guerrieri e Piece Noir (Canaria) con la regia di Giuseppe Affinito.

Insegnante certificata di danza contemporanea presso la SEAD, conduce laboratori di formazione, ricerca sul movimento e classi di improvvisazione.

ricerca coreografica

La mia pratica di scrittura si avvale della capacità del corpo nudo di astrarsi e diventare elemento poetico senza mai abbandonare la concretezza della forma e del gesto. La nudità è assunta come statement e condizione naturale dei corpi concepiti come spazio vitale, un luogo che diventa a sua volta spazio culturale, sociale e politico. È inoltre una necessità compositiva, per la specifica pratica coreografica che conduco: enfatizzo le singole parti dei corpi ed elaboro le loro architetture in un processo di costante trasformazione nello spazio. Pratico la costruzione e la continua trasformazione di un paesaggio interiore per far si che il corpo manifesti diverse forme e stati dell’essere. Visivamente ed emotivamente l’osservatore sperimenta gli infiniti elementi che ne fanno parte e allo stesso tempo, è sempre chiamato a fare esperienza della nudità e delle proprie proiezioni, siano esse emotive, concettuali o culturali su di essa. Concentrandomi sullo spazio tra i corpi, la qualità del respiro e dell’adagio, i movimenti di luce, gli elementi architettonici della scena e il tappeto sonoro, creo un paesaggio surreale sempre in movimento. Nella mia ricerca dò molta importanza al concetto di ‘memoria collettiva’ cercando di declinarlo attraverso una o più immagini o azioni, lasciandolo manifestare attraverso una ricostruzione percettiva e mettendo in gioco le memorie pregresse dell’osservatore. Utilizzo la scena come un luogo in cui potenzialmente molti livelli di lettura hanno la possibilità di coesistere, lavorando su molteplici strati di interpretazione e significato. 

“La nudità come condizione umana, espressione di fragilità e potenza allo stesso tempo. I copri come spazio di vita e paesaggio vivo che si offre allo sguardo. Luoghi di scelta, azione, dell’essere abitante e abitato. Per me il corpo è un luogo di riflessione, lo specchio culturale oltre che psicologico. Ho sempre creato mossa dall’idea che l’atto della danza o performance, avendo a che fare con il copro presente debba sottintendere un pensiero radicale al riguardo.”